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La traduzione come una parte sensibile della didattica contemporanea (sulla base della nostra esperienza nell’insegnamento dell’italiano ai bulgari)

„Аз-буки“ от „Аз-буки“
12-06-2026
в Uncategorized
A A

Natalia Hristova, PhD

Università di Plovdiv “Paisii Hilendarski”

https://doi.org/10.53656/for2026-2s-04

Astratto. In questo articolo ci poniamo l’obiettivo di illustrare le possibilità del testo scelto per la traduzione come strumento didattico utile sia all’acquisizione della lingua, sia a una corretta percezione dell’immagine del mondo come esso appare agli italiani. L’idea generale è quella di presentare diverse tipologie di testi da tradurre, motivandone la scelta in base ai diversi livelli di competenza linguistica. Questo studio è il risultato di un’esperienza riassuntiva degli ultimi anni e si basa sulla ricerca moderna sull’insegnamento dell’italiano agli stranieri.

Parole chiave: cultura; civiltà; traduzione.

 

Secondo la graduatoria predisposta dal sociolinguista tedesco Ulrich Ammon nel 2019 (Ammon, 2019) la lingua italiana è la sesta più studiata nel mondo dopo l’inglese, il francese, lo spagnolo, il cinese, e il tedesco. Negli ultimi 12 anni nell’Università di Plovdiv è stato istituito l’insegnamento dell’italiano nei corsi di filologia e linguistica applicata e il fulcro delle nostre osservazioni è la traduzione.

I punti generali della glottodidattica comprendono un insieme di competenze linguistiche ed extralinguistiche che vengono adoperate per ogni atto communicativo. La traduzione è un’attività molto complessa che richiede non solo una buona conoscenza della lingua di partenza (LP) e una solida competenza linguistica e metalinguistica della lingua materna (come sottolinea Prandi, 2011), che è nella maggior parte dei casi la lingua di arrivo (LA), ma anche e soprattutto una vasta conoscenza della storia, geografia e cultura, dei cenni sociologici e psicologici della nazione la cui lingua viene studiata. La traduzione è infatti definita come “l’atto di communicazione interculturale” (da vedere Baker, 2001; Gianpaolo, 2009; Benucci, 2018; Diadori 2018; Brianti 2025), comunque si riferisce alle competenze più complesse ed associative.

Noi mettiamo in prattica l’idea di Balboni il quale descrive l’unità didattica come rete di unità di apprendimento (Balboni, 2019) – la traduzione inserita in un insieme di compiti come strumento complementare. Tradurre brevi testi dall’italiano alla lingua target aiuta a rafforzare la comprensione e l’uso della lingua studiata. La nostra esperienza didattica dimostra che usare la traduzione per ampliare il vocabolario degli studenti, presentando sinonimi e contrari in entrambe le lingue, risulta sempre un metodo chiaro e ben preciso.

Le abilità ricettive relative alla lettura riguardano il processo di comprensione dei testi. Ai fini della traduzione la comprensione viene analizzata e sviluppata in termini semantico-pragmatici e nel contesto socioculturale. Il concetto cultura se slegato da ogni valutazione positiva o negativa si limita a indicare il complesso di credenze e costumi che caratterizza ogni società, cioè la cultura quotidiana (come il fatto di mangiare pasta e bere il vino). La civiltà viene intesa come un insieme dei valori condivisi di un popolo (il génie/esprit d’un peuple dei romantici francesi), degli elementi costitutivi dell’identità (come il fatto di non accettare la violenza fisica).

Ma quale deve essere la dimensione culturale in una lezione di lingua straniera? La risposta ce la fornisce Paolo Balboni:

“La dimensione della cultura può essere la base di un percorso che porta al livello soglia, al B1, ma la civiltà deve diventare, a nostro avviso, l’elemento caratterizzante (e motivante) dei livelli successivi.” (Balboni, 2025).

Prendendo in considerazione questo suggerimento noi proponiamo di fare una classificazione dei testi da tradurre, non soltanto in base al genere е al livello di competenza linguistica degli studenti, ma anche secondo la loro appartenenza al gruppo, concentrandoci sulla cultura o sulla civiltà. Tenedo sempre in mente che ogni unità rappresenta un insieme di forme grammaticali e lessico tematico dimostrato in un testo communicativo possiamo dare le nostre proposte di esempi di traduzione, che nel corso del tempo si sono rivelati alquanto utili.

Così per il livello A2 sarebbero adeguati piccoli annunci o messaggi di uso comune, come ad esempio le regole di visita ai musei Vaticani, con formule standard come: si consiglia di, è vietato, non è consentito (Musei Vaticani 1).

Affidarsi ad artefatti familiari, che sono diventati simboli di un’epoca, è a nostrо avviso una valida risorsa per imparare a descrivere la posizione nello spazio, l’aspetto fisico ed i gesti. Un esempio rilevante è la descrizione dell’affresco Cenacolo di Leonardo da Vinci, nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. Dopo aver letto e tradotto i brani si chiede di riconoscere le figure degli Apostoli ai lati del Gesù. Esempio: “Bartolomeo è raffigurato come un giovane uomo con capelli castani e ricci, e una barba appena accennata sul volto. Indossa un mantello grigio-azzurro, sopra una tunica verde annodata sulla spalla destra. È in piedi vicino al lato corto della tavola e vi si appoggia energicamente con entrambe le mani.” (Descrivendo 2).

Il testo fornisce notizie sul posto, sulle dimensioni dell’opera, sulle idee del genio del Rinascimento che lo rendono utile sia dal punto di vista linguistico, che da quello extralinguistico.

L’articolo “Mangiare come un Italiano: le 10 regole non scritte della tavola in Italia” mostra le abitudini quotidiani, che possono sembrare curiose, ma rappresentano soprattutto  un codice culturale; ad esempio: Fare la scarpetta non è elegante (ma la fanno tutti!)” (Mangiare 3). Qui viene studiato il significato fugurato della parola scarpetta (nel senso generico di scarpa da bambino o scarpa femminile elegante) che diventa un’espressione idiomatica per descrivere il gesto di inzuppare del pane nel sugo avanzato.

Soffermandosi sulla traduzione delle frasi idiomatiche si può analizzare il contesto culturale. Nella pratica vengono usati una breve storia o un aneddoto che illustra l’origine dell’idioma. Per il livello B1 servono dei testi esplicativi,  come la leggenda legata al detto I giorni della merla. Qui da un lato si rivela la capacità di immaginazione del popolo, dall’altro si verifica come alcune espressioni idiomatiche non abbiano un equivalente diretto in un’altra lingua. Come sappiamo, le espressioni idiomatiche sono spesso legate a contesti culturali specifici e richiedono una traduzione che mantenga il significato piuttosto che la forma.

Il livello B1 include il vocabolario su argomenti come musica, teatro, cinema, sport. А questo livello di competenza linguistica si presta bene la biografia di una persona famosa della cultura italiana, ad esempio quella di Enrico Caruso (Valente, 2023). Il genere biografico è caratterizzato da coerenza e continuità, visto che il protagonista è lo stesso. Si potrebbe inoltre proporre un’attività creativa – tradurre una delle canzoni napoletane (ad es. Cielo turchino 4), mostrando le differenze tra la lingua napoletana e quella letteraria italiana, e incoraggiando la sensibilità linguistica.

Dal livello B2 cominciamo ad approfondire e illustrare la mentalità degli italiani. Qui occorre una storia dettagliata di un fenomeno storico-culturale, ad esempio quella delle origini del caffè sospeso a Napoli (Il caffè sospeso 5). Dopo aver letto e tradotto l’articolo, veniamo a sapere che la solidarietà tra napoletani è diventata essenziale per la sopravvivenza comunitaria, e in seguito l’idea si è propagata in altri paesi.

A questo livello di padronanza della lingua studiata (L2) si possono proporre agli studenti delle fiabe intere. Questo tipo di testi rappresenta un insieme linguistico-psicologico fortemente marcato etnicamente ed eticamente. Le fiabe nella loro integrità ci danno la possibilità di dimostrare le differenze etnoculturali, sia nella mentalità che nel luogo d’azione che funge da sfondo della narrativa (per esempio la presenza del mare e dei tipici protagonisti – albatro, triglia, polpo) come nella fiaba Uomo verde d’alghe della collana di Calvino (Calvino, 2006). In questo caso dobbiamo tenere conto delle specificità del genere fiabesco, e ci troviamo inevitabilmente di fronte sia al problema dei realia (nomi significativi e toponomi) sia alla traduzione del discorso dialogico colloquiale, il quale implica ulteriori trasformazioni in base agli usi della LA. Vi si possono trovare dei riferimenti a festività locali, cibi o personaggi storici che possono non avere corrispondenza nella lingua di destinazione. Ad esempio, Carnevale in italiano potrebbe essere tradotto semplicemente come „Карнавал“ in bulgaro, ma il significato e l’importanza culturale variano, dato che la tradizione bulgara si riferisce ad altri rituali connessi alla Quaresima (ad esempio quello del perdono reciproco).

Il modo di scherzare è uno strumento di linguaggio popolare fortemente marcato a livello nazionale,  dove la concezione del mondo creata dalla mente italiana si rivela pienamente. Un esempio di eccellenza ironica ci è offerto da Luciana Littizzetto nel suo libro “Sola come un gambo di sedano” (Littizzetto, 2003), in cui troviamo i concetti culturali più complicati, ma presentati in uno stile libero, quasi colloquiale. In questo caso l’insegnante deve spiegare le differenze culturali che possono influenzare la traduzione di alcune parole ed espressioni. Ad esempio, descrivendo la Quaresima dopo il Carnevale, l’autrice esclama “Patisco l’incosciente cirrosi di Gianduia (…)” (Littizzetto, 2003, p. 174). Gianduia è la maschera tradizionale del Piemonte, simbolo del Carnevale di Torino, che ha dato il nome ai famosi gianduiotti (cioccolatini). L’umorismo può essere altamente specifico della cultura. Barzellette o giochi di parole che funzionano in italiano potrebbero risultare incomprensibili in bulgaro, e la traduzione di contenuti umoristici richiede una comprensione profonda delle sfumature culturali.

Il linguaggio verbale (ma anche altri tipi di codici semiologici) ammette un uso ‘interiore’ (termine di De Mauro, 2019, p. 121) che non si assimila soltanto imparando il nucleo lessico-semantico e grammaticale-sintattico della L2, ma esige soprattutto una vasta esperienza a livello pragmatico. Non bisogna inoltre dimenticare che sia la lingua che la cultura sono entità mobili e dinamiche, in continuo dialogo fra loro. Per poter sbirciare nella testa degli italiani, leggere il loro linguaggio interiore e capire i concetti del loro mondo quotidiano occorrono anche dei testi originali esplicativi. Un buon esempio ci è offerto da Beppe Severgnini nel suo libro “La testa degli italiani”, in cui il ristorante viene presentato come forma di “saggezza seduta” (Severgnini, 2005, p. 35) e la piazza è interpretata come “ecumenica” (Severgnini, 2005, p. 113). Il suo libro è adatto per approfondire le competenze degli studenti di corsi magistrali (C1 – C2) nelle materie più specifiche che riguardano la mentalità degli italiani. Le differenze nei valori possono influenzare il tono e la scelta delle parole, rendendo importante adattare la traduzione al contesto storico e sociale.

Per aprofondire le conoscenze e per sviluppare le capacità degli studenti nel determinare quali informazioni sono reali e quali sono piuttosto fittizie proponiamo un articolo che riguarda lo stereotipo della corruzione: Italiani corrotti e incivili: verità o leggenda? (Bruni, 2010). L’articolo discute un modello emblematico che dipinge gli italiani come corrotti e incivili e, basadosi sui dati storici, discute l’idea diffusa diventata un luogo comune, una leggenda. I modelli di pensiero e di comportamento nei confronti dei paesi stranieri, delle loro popolazioni e culture sono determinati principalmente da percezioni e atteggiamenti specifici che plasmano, e sono simultaneamente influenzati dall’opinione pubblica. Così i cliché, gli stereotipi e i pregiudizi possono essere inclusi tra i fattori che ostacolano un’interpretazione adeguata e realistica. Secondo Benucci (Benucci, 2018) lo stereotipo deve essere analizzato ed interpretato visto che le possibilità di capire meglio l’idea dell’altro dipendono non tanto dall’esperienza linguistica, quanto della conoscenza della cultura.

Per quanto riguarda le risorse e gli strumenti Online, secondo noi è meglio proporre agli studenti delle enciclopedie e dei dizionari accademici della lingua italiana (come Treccani 6 e Dizionario italiano 7) e siti di traduzione affidabili come Glosbe (8). Per adesso ChatGPT non è adatto a tradurre bene in bulgaro, sopratutto se si tratta di idiomi. Ad esempio per la frase Giorni della merla ha fornito la traduzione letterale „Дните на коската“ – cioè ha inventato una parola non esistente – „коска“ come forma del femminile di „кос“ (merlo).

Nicolas Carr sottolinea che la cultura non è solo un insieme di dati digitali, ma un processo dinamico che vive nella memoria individuale e collettiva, nelle connessioni neurali e nell’interazione viva tra generazioni, avvertendo che affidarsi solo a un “codice binario” (internet) senza la comprensione e la rielaborazione attiva nelle menti, porta all’inaridimento culturale (Carr, 2003).

Se saremo in grado di fornire agli studenti degli strumenti più concreti per affinare la loro consapevolezza linguistica e culturale durante il processo traduttivo, per loro sarà ovviamente più agevole evitare errori linguistici ed extralinguistici provocati da una traduzione letterale basata sul testo fonte.

Come suggeriva Umberto Eco “… i bravi traduttori prima di iniziare a tradurre, dedicano molto tempo a leggere e rileggere il testo e a consultare tutti i sussidi che possono consentire loro di intendere nel modo più appropriato passi oscuri, termini ambigui, riferimenti eruditi” (Eco, 2016, p. 247).  La capacità di confrontare un quadro linguistico straniero con quello nativo, e di esprimere lo stesso concetto non solo con le sue denotazioni, ma anche con le sue connotazioni implicite è una suprema manifestazione di maestria.

Visto che l’italiano è variegato e articolato, ricco di locuzioni diverse per individuare lo stesso oggetto o concetto, il traduttore non solo deve eseguire con successo la traduzione, ma anche fornire al lettore un testo elegante e coerente con il testo di partenza. E per essere sempre coerenti occorre saper delineare fin dall’inizio il tono e la forma del testo. La creatività non si esprime dando una propria interpretazione, ma cercando di creare un legame tra le due entità linguoculturali che rappresentano il testo di partenza e il testo di arrivo, privilegiando espressioni o modi di dire che siano in grado di rispettare il significato originale.

 

NOTE

1. Musei Vaticani: https://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/organizza-visita/consigli-utili.html . [Viewed 2025-9-19].

2. Descrivendo – IL CENACOLO VINCIANO: www.descrivedendo.it . [Viewed 2025-9-19].

3. Mangiare come un Italiano: le 10 regole non scritte della tavola in Italia

https://www.letygoeson.it/2025/03/17/mangiare-come-un-italiano/ . [Viewed 2025-9-19].

  1. Cielo turchino: https://www.midi-miti-mici.it/musica-midi-napoli/midi-canzone-napoletana_28.asp?Tab=Cielo-turchino . [Viewed 2025-9-19].

5. Il caffè sospeso: Il caffè sospeso – storia e tradizione di un gesto di solidarietà https://caffelab.it/caffe-sospeso-napoli/?srsltid=AfmBOor–FT6ETq-NUmJdE8VyJWsGplDO7F6it4BnnuwyGEcEcrkA1OL . [Viewed 2025-9-19].

  1. Treccani: https://www.treccani.it/vocabolario/
  2. Dizionario italiano: https://www.dizionario-italiano.it/dizionario-italiano.php?parola=fiasco
  3. Glosbe: https://bg.glosbe.com/it/bg/

 

LETTERATURA

Ammon, U. (2019). The Position of the German Language in the World. London: Routledge. DOI: https://doi.org/10.4324/9781315157870

Baker, M. (2001). Encyclopedia of Translation Studies. London, Routledge.

Balboni, P.E. (2019). Cultura e civiltà nelle lingue non native. Edizioni Ca’ Foscari. Venezia. DOI 10.30687/978-88-6969-607-7/007

Balboni, P.E. (2025). Capovolgere la formazione dei docenti di italiano, lingue straniere e lingue classiche. Edizioni Ca’ Foscari. Venezia.

Benucci, А. (2018). Competenza interculturale e interculturalità. Prospettive per la didattica delle lingue seconde e straniere. Università di Siena. ISBN 978-88-600-8540-5

Brianti, G. (2025). Come insegnare la linguistica ai futuri traduttori? Questioni di contenuti e di metodo. DOI: 10.17469/O2104SLI000011

Bruni, F. (2010). Italia: vita e avventure di un’idea. Le vie della civiltà. Il Mulino. ISBN-13: ‎978-8815139559

Calvino, I. (2006). Fiabe italiane in tre volumi. Oscar Mondadori.

Carrр N.G. (2003). IT Doesn’t Matter. Harvard Business School Publishing Corporation.

De Mauro, T. (2019). Guida all’uso delle parole. Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire. Economica Laterza.

Diadori, P. (2018). Tradurre: una prospettiva interculturale. Collana Studi superiori. Carocci edittore.

Eco, U. (2016). Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione. Milano. Bompiani.

Gianpaolo, M.T. (2009). La traduzione come comunicazione interculturale. Collana: Educazione e Ricerca Sociale. Pensa. ISBN: 9788882327156

Littizzetto, L. (2003). Sola come un gambo di sedano. Oscar bestsellers, Monadori. ISBN: 9788804510826

Prandi, M. (2011). Linguistica e lingua materna nella formazione dei traduttori. In: Massariello Merzagora, G. (a cura di), I luoghi della traduzione: le interfacce. Atti del XLIII Congresso internazionale di studi della Società di linguistica italiana (SLI). Verona, 24 – 26 settembre 2009, 713 – 735. Roma: Bulzoni.

Severgnini, B., (2005). La testa degli italiani. Libri ORO. Rizzoli. ISBN 88-486-0326-2

Valente, L. (2003). Enrico Caruso. Da icona a mito. Marsilio Arte, Venezia. ISBN 9791254631577

                       

 

TRANSLATION AS A SENSITIVE PART OF CONTEMPORARY TEACHING (BASED ON OUR EXPERIENCE TEACHING ITALIAN TO BULGARIANS)

Abstract. In this article we aim to illustrate the potential of the text chosen for translation as a teaching tool useful both for language acquisition and for a correct perception of the image of the world as it appears to Italians. The general idea is to present different types of texts for translation, justifying their choice based on different levels of linguistic proficiency. This study is the result of a summary of recent experience and is based on modern research on teaching Italian to foreigners.

Keywords: culture; civilization; translation

 

Dr. Nataliya Hristova, Assist. Prof.

Faculty of Languages and Literature

Paisii Hilendarski University of Plovdiv

Plovdiv, Bulgaria

E-mail: n_hristova@uni-plovdiv.bg

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Етикети: cultura; civiltà; traduzione

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